Quando passi le giornate a leggere annunci di lavoro e mandare copie del tuo curriculum vitae ai quattro venti, cominci ad essere perseguitato da telefonate inattese e da messaggi improbabili…

Una sera mi trovo a leggere la mail di una società della quale non ricordo assolutamente nulla, che mi ringrazia per la risposta ad un fantomatico annuncio e mi invita ad un incontro.

Dopo aver inviato invano decine… ma che dico, centinata o forse migliaia… di curricula, decido di abbassare il livello delle mie aspettative. Mi propongo per un impiego da neolaureato o poco più… chiedono le solite cose: conoscenza lingue straniere, uso PC, diploma o laurea etc. Non gli sembrerà vero di poter assumere uno come me!

Ovviamente mi chiama la società di selezione. Il colloquio si tiene presso un’agenzia locale.

Mi reco sul posto, con la puntualità che si addice alla situazione. Mi presento… e ricevo il solito vecchio modulo (SGRUNT!). Faccio buon viso a cattivo gioco, estraggo la penna delle grandi occasioni, e comincio a compilare.

Gli annunci di lavoro pubblicati su quotidiani, riviste e siti internet sono sempre più fantasiosi ed esilaranti… E’ bellissimo vedere quante aziende cerchino brillanti laureati (distinguibili perché illuminano l’ufficio), al di sotto dei trent’anni (ovviamente per offrire contratti in FORMAZIONE LAVORO), che abbiano già tre o quattro anni di esperienza, milite assolto, e che parlino correttamente almeno 2 lingue straniere… L’Italia deve essere piena di genietti, se queste aziende trovano persone rispondenti alla descrizione!! Ma la meraviglia maggiore è che laureati con tali competenze possano accettare contratti in formazione lavoro (a meno che non siano loro stessi a formare gli altri!).

E’ inutile cercare di evitarle, le società di lavoro interinale occupano il 90% degli spazi di offerte d’impiego… quindi, se l’offerta giusta è sotto il logo sbagliato… non ti scoraggiare! Manda il tuo curriculum senza esitazione! Addentrati nel mondo degli intermediari che la legge Biagi ha messo a tua disposizione.

In fondo, con l’introduzione del “Jobs Act”, la differenza tra un impiego a tempo “determinato” ed uno a tempo “in-determinato” consiste solo in due lettere dell’alfabeto.

Essere estromessi dal mondo del lavoro è già abbastanza traumatico di per sé… ma il trauma maggiore è scoprire come la propria disgrazia generi un ricco business per fantomatici consulenti.

“L’azienda si impegna ad aiutarti nella ricerca di nuova occupazione all’altezza delle tue qualifiche”, dice il direttore del personale, che ti ha appena rubato la sedia da sotto le chiappe, “Sarai affidato ad un consulente di un'importante società di outplacement, che ti fornirà tutti gli strumenti e i suggerimenti necessari per ricollocarti al meglio in un’altra azienda. Ovviamente le spese relative a questa consulenza saranno sostenute da noi […]”.
A quel punto, ti sembra tutto più roseo ?!?!? se sì, complimenti! La tua ingenuità potrebbe illuminare uno stadio di calcio!