Essere facilmente raggiungibili dovrebbe essere nell’interesse di ogni azienda, grande o piccola, il che comprende un buon collegamento stradale e alcuni cartelli segnaletici posizionati in punti strategici. Nessuna azienda vorrebbe vedere i propri clienti vagare disperati, magari dopo aver viaggiato per ore, alla ricerca di un qualunque indizio sulla loro destinazione finale ... o almeno così credevo io!  A quanto pare mi sbagliavo e dovetti scoprirlo con un’esperienza diretta alla quale io stesso ancora oggi fatico a credere e che trasformò un bel sogno in un orrendo incubo popolato da famelici insetti.

In una mattinata tranquilla ricevo una telefonata da una società che organizza corsi di formazione e che sta valutando la mia candidatura come docente. La disperazione della donna all’altro capo del telefono è evidente, dato che deve aver ripescato il mio curriculum da un vecchio back-up di dati nel loro archivio elettronico, dove giaceva da mesi, forse da anni, totalmente negletto.

Trovare un lavoro di questi tempi è già di per sé un'impresa titanica... trovare un contratto, poi, sembra essere un'utopia!

Credevo finalmente di avere trovato un impiego "serio", in un venerdì pomeriggio di pioggia torrenziale: il colloquio era filato liscio come il velluto, il titolare dell'azienda aveva mantenuto il suo sorriso smagliante ad ogni mia risposta...

Ormai da diversi anni, alcune società di selezione, seguendo recenti mode e teorie del settore, raggruppano i candidati in una sorta di sessione comune, nella quale i malcapitati vengono sottoposti ai test più originali e stravaganti. In una di queste occasioni, presentandomi con entusiasmo per una posizione di rilievo, vengo fatto accomodare in un’enorme e rovente sala riunioni, illuminata da ogni lato dal sole cocente dell’estate, nella quale già stavano rosolando altri due disperati.

Ci sono aziende che vivono facendo proposte di collaborazione occasionale e che coltivano il database dei disoccupati sfruttabili come un giardino di delizie per il proprio business.

 

Ovviamente, anche il mio nome si è intrufolato in alcuni di questi giardini, con il suo carico di titoli ed esperienze. Non chiedermi come... è una lunga storia, sulla quale stenderei la collezione autunno-inverno dei foulard di ogni marca e tessuto.