Doverosa premessa: l'autore non è un medico abilitato nè un virologo, ma semplicemente un appassionato di medicina e scienza che studia la materia da oltre 20 anni.

L'articolo non va inteso come suggerimento, consiglio o indicazione, ma semplicemente come una sintesi di quanto conosciuto sull'argomento.

 

CORONAVIRUS N-COV-2019

Il coronavirus (Cv19)

 

Il Cv19 è un virus beta a RNA a singolo filamento positivo, si tratta di virus dotati di pericapside (strato più esterno formato da fosfolipidi e glicoproteine) e dal capside (più interno che è una struttura proteica a protezione dell'acido nucleico del virus). Tra i due si trova il tegumento (uno strato di proteine virus-specifiche deputate a diverse funzioni vitali per il virus).

 Il meccanismo di replicazione si svolge per fasi, dall'attacco alla membrana cellulare fino al rilascio dei virioni replicati:

  1. attacco alla membrana cellulare - avviene per l'interazione tra gli anti recettori virali ed i recettori cellulari.
  2. penetrazione nella cellula ospite - procedimento che avviene per fusione (tipico dei virus con pericapside), con liberazione del virus nel citoplasma.
  3. spoliazione - il virus penetrato si libera della capsula proteica e libera il suo materiale genetico.
  4. replicazione - è la fase di replicazione del genoma virale, vengono anche sintetizzate le proteine necessarie.
  5. assemblaggio e maturazione virioni - è il processo nel quale si raggruppano tutti gli elementi neoformati in un particolare sito della cellula per dare il via ad un virione maturo (la maturazione è la sub fase in cui il virione diviene infettivo ed avviene con mutazioni strutturali della particella virale dovuta ai tagli proteolitici delle proteine capsidiche oppure per modificazione delle proteine durante l'assemblaggio).
  6. rilascio dei virioni - i virioni Cv19 vengono rilasciati per gemmazione, in questa fase acquisiscono le proteine dell'envelope La gemmazione interessa le membrane citoplasmatiche.

 

Dal punto di vista genetico il Cv19 è molto simile al BCov (coronavirus dei pipistrelli) e simile alla Sars(2003) da qui il presupposto di origine del virus. Tuttavia alcuni disordini strutturali a livello di open reading frames (ORFs) lasciano ancora degli interrogativi sulle possibilità di mutazioni. Più presisamente Ncov 19 mostra nel genoma una anomalia nella poliproteina 1 (in kb 8789) con coopresenza di uracile e citosina (Y) e una instabiltà forte in ORF8-s (serina) (in kb 28151) che determinerebbe un nuovo target di fosforilazione per i mammiferi (protrebbe essere l'antigenic shift, cioè la mutazione che lo rende molto pericoloso). In relazione a questo elemento ritengo che il virus possa raggiungere una mutagenesi letale (il numero di cambiementi non potrà essere sopportato dalla struttura virale con relativa scomparsa dei ceppi interessati).

 

Diffusione

 

Come per la precedente epidemia di Sars, l'epicentro è stato in Cina e grazie ai più intensi rapporti tra questo paese ed il resto del mondo si è diffuso rapidamente. Attualmente siamo in fase avanzata in Cina e di rapida crescita nel resto del mondo, si prevede che tra marzo e giugno dovrebbe conclamarsi (non essendo ancora accertata l'influenza climatica sulla resistenza del virus, anche se presumibile). Il contagio avviene entrando in contatto con il virus (quindi con persone infette o superfici contaminate) tramite naso, bocca e occhi: le persone infette trasmettono il virus tramite goccioline respiratorie (starnutire e tossire in primis) e sulle superfici pare che il coronavirus possa resistere fino a 9 giorni, in particolare 4 ore a pieno titolo sul rame per poi decadere entro le 8 ore; 1 ora sul cartone a pieno titolo per poi calare lentamente in 24 ore fino alla scomparsa nelle 48 ore [dati medi dei vari test]; 4 ore a pieno titolo sull'acciao per poi decadere lentamente dopo le 8 ore e scomparire entro le 72 ore; 1 ora a pieno titolo sulla plastica con presenza rilevante fino alle 4 ore per poi decadere entro le 72 ore; nell'aria il virus resiste fino a 3 ore ma il titolo decate dopo la prima ora e la capacità di infettare è tuttavia bassa [test effettuato da America's national institute of allergy and infectious diseases]. Appare evidente come assembramenti in luoghi chiusi e scarsa propensione all'igiene siano elementi di favore per questa nuova epidemia. Particolarità di questo nuovo virus sono l'asintomaticità mostrata in diversi soggetti ed il periodo di incubazione che può arrivare ai 25 giorni, la media comunque è di 5/7 giorni; questi 2 fattori evidenziano la difficoltà di individuazione dei soggetti infetti e di conseguenza la facilità di diffusione. Attualmente vengono fatti i tamponi e le analisi per i soggetti ritenuti colpiti (sintomatici) ed alcune regioni (veneto in primis) stanno allargando lo screening al fine di identificare la positività al Cv19.

Per contenere la dilagante infezione sono applicate misure di quarantena, che va ricordato sono efficaci solo se la popolazione le rispetta alla lettera, in caso contrario anche un solo infettato può dare origine a nuovi focolai.

Le statistiche sulla diffusione dicono che il virus colpisce in tutte le fasce di età con eccezione degli under 10 (anche se in Giappone ed in Italia c'è già stato un contagio in questa fascia di età e mancano ancora dati ad epidemia avanzata); in particolare pare essere pericoloso per il 15% circa dei contagiati, mentre per gli altri si risolve con decorso di tipo influenzale. Critico appare invece il contagio in caso di un quadro clinico già compromesso (problemi cardiaci, diabete, cancro, problematiche respiratorie per citarne alcuni): questo perchè il virus pare sfruttare molto bene le lacune del sistema immunitario, causando in particolare l'abbassamento di interferoni alfa e beta ed attaccando i soggetti che presentano immunodeficienza primaria e secondaria: in particolare immunità cellullare (linfociti T) o combinata (linfociti B e T). Inoltre livelli alti di il-6 (interleuchina) sembrano favorire fortemente l'avanzata del virus.

Le statistiche mediche avallano l'ipotesi (diabete, ipertensione, neoplasie, anemia, disordini del sistema immunitario) inoltre le statistiche sulla popolazione affetta da Ncov19 confermano quanto sopra, in particolare l''incidenza assai minore sulle donne ed in particolare in età fertile sottolinea come la presenza di estrogeni (antagonisti di il-6) sia un fattore antagonista al virus.


Sebbene i tassi di letalità siano maggiori della comune influenza ( a cui non si può paragonare il Cv19 per diversi motivi, in primis la classificazione), va sottolineato che il problema è rappresentato dalla novità del virus e dall'assenza quindi di cure specifiche. Se consideriamo la diffusione del Paramyxovirus (morbillo), che presenta tassi di letalità e diffusione assai maggiori, appare ingiustificata l'isteria di massa (ma giustifica prudenza e razionalità) e fa sorgere la domanda sull'esistenza dei "no vax" ( tra quelli che oggi sono in psicosi da corona virus).

 

Prevenzione

 

Per prevenire la possibilità di un contagio da Ncov2019 si devono applicare con scrupolo le norme di igiene ed attenersi a comportamenti assennati, nello specifico è bene tenere disinfettate le mani (lavarsi spesso con prodotti specifici o sapone liquido, il sapone solido potrebbe trattenere patogeni!) evitare il contatto con persone evidentemente in stato di malattia ed evitare i luoghi di assembramento (dai cinema ai bar e dai supermercati agli oratori). La distanza ottimale per evitare il contagio da persona infetta è di 2 metri (a quella distanza le goccioline respiratorie non dovrebbero raggiungerci). Sottolineiamo che il contagio avviene anche da persona asintomatica. Ovviamente è utile disinfettare anche le superfici con prodotti a base di cloro o alcol (la candeggina e l'alcol sono ottimali), sono utili anche la vaporella (per i pavimenti o altre superfici) e le macchine sterilizzatrici a raggi UV (quelle specifiche). Ricordiamo che il Coronavirus viene inibito a circa 70 gradi di calore (si parla di inattività sopra i 37 gradi), tuttavia sottolineo che trattasi di un virus nuovo (da laboratorio?) di probabile origine animale, dovuto all'alta concentrazione di animali in spazi ristretti (ottimo terreno per il virus, che può infettare più soggetti ed estendere la deriva antigenica nota come "Drift" (variante di ceppo), oltre che aumentare le possibilità di uno spostamento antigenico noto come "Shift" (virus nuovo a cui nessuno è immune in linea di massima e che pare essere il caso di Cv19). Ribadiamo che mancano ampie statistiche su Cv19.

 

Storia

 

Il coronavirus NCov2019 dovrebbe essere un nuovo virus e quindi non avere una sua storia se non quella contemporanea, tuttavia le analisi genetiche sul virus ed il confronto con quello della Sars (2003) e del Bcov (coronavirus del pipistrello) hanno evidenziato notevoli similitudini che avallano 2 tesi: la prima bollata come complottista del "prodotto da laboratorio" e la seconda scientifica sull'eccessivo raggruppamento di animali e relativo spostamento antigenico per il  virus. In sintesi il virus sembra sfruttare fin troppo bene le problematiche del sistema immunitario, operando una selezione tendenzialmente "utile" alle problematiche economiche moderne: welfare in primis, deboli e malati dopo. Inoltre dopo attento studio del sistema immunitario dei pipistrelli (visto che la matrice genetica di Ncov19 pare essere il batcov(Gisaid EPI_ISL_402131) sono giunto alla conclusione che lo shift (pipistrello - uomo ) non sarebbe stato possibile con l'attuale genoma, quindi propendo per la modifica della matrice in laboratorio e successiva liberazione (da definire). Dai pochi dati disponibili sui laboratori ed i vari esperimenti, ritengo che si tratti di un Virus Russo.

 

Cura

 

Come evidenziato trattandosi di un virus nuovo non esistono cure specifiche testate, tuttavia per i pazienti ospedalizzati con sintomi seri si sono adottate alcune terapie a base di inibitori della proteasi (farmaci contro Hiv1 ed Epatite C per fare un esempio), [azzardato: Cv19 è ben differente dal virus Hiv1 e dall'HCV, a livello di proteasi ( enzimi che "tagliano" i filamenti polipeptidici e confenzionano le proteine virali).] Sono stati impiegati anche vecchi antivirali (dna-virus) [Non li credo efficaci: Cv19 è un Rna-virus] e inibitori della neuroaminidasi [utili solo se impiegati al momento del contagio o subito dopo (36 ore), ma dopo giorni l'infezione è già troppo avanzata]. In ultimo in Cina si è intrapresa la strada del "plasma di convalescenza" cioè si usano gli anticorpi dei soggetti guariti per trattare quelli ancora infetti. [La tecnica è già stata adottata per trattare le infezioni di Ebola, ma pare essere una tecnica empirica ed i risultati non sono certo definitivi, inoltre mancano i fondamenti scientifici per considerarla una cura.]

Attualmente si sta provando con un farmaco antivirale in fase sperimentale che pare stia dando buoni risultati: nato per la cura di Ebola è stato già usato allo Spallanzani ("uso compassionevole") e sta venendo utilizzato in Cina, i risultati sul farmaco verranno rilasciati ad aprile 2020.

L'ultimo impiego farmacologico per il trattamento del Ncov19 è tocilizumab che pare essere promettente, tuttavia visto l'impiego comune di tale farmaco (artrite reumatoide) aspetterei ad essere ottimista.

Sottolineando che tutti i trattamenti non sono scevri da effetti collaterali (in alcuni casi marcati), per i casi più seri è logico che si tentino tutte le strade, ma forse, visto il costo dei farmaci che potrebbero dare i migliori risultati e considerato che un farmaco molto utile non sia disponibile qui da noi (ma sarebbe auspicabile averlo per i casi gravi), non siamo propriamente sulla strada giusta.

In sintesi eccovi il dettaglio delle cure testate: Chloroquine - antimalarico; Kaletra (ritonavir + lopinavir) - HIV; Interferone alfa-2b - epatite C; Remdesivir - Ebola (antivirale sperimentale); Favipiravir - influenza. Cure sperimentali: Actemra - artrite reumatoide; Kevzara - artrite reumatoide. 

Dati e statistiche reali

Alla luce dei dati fin qui raccolti (25/3/2020) emarge subito una forte discrepanza tra quanto dichiarato dalle varie Nazioni e quanto realmente sia diffuso il virus (perchè senza il dato reale sui contagiati nessuna statistica o bollettino è attendibile). Dopo avere rielaborato i dati sulla base del modello di propagazione virale, sulle passate epidemie e pandemie e sui dati dei controlli effettuati e relative metodiche vi presento di seguito le cifre che ritengo reali.

  • Contagiati nel mondo 4.295.225
  • Deceduti nel mondo       66.576
  • Contagiati in Italia     1.452.193
  • Deceduti in Italia           22.509

Precisiamo che in Italia i test per positività al ncov19 vengono fatti solo a chi presenta gravi sintomi (i motivi sono semplici: mancano i materiali ed il personale per farlo a tutti) e che dai dati derivanti dalle diverse anagrafi cittadine risulta chiaro come solo un terzo delle morti da affezione di ncov19 sia stata classificata per tale (inoltre il protocollo OMS chiarisce che solo con il test di positività si può annoverare un soggetto nella statistica!), in quanto molti sono stati classificati in altre cause.

Negli anni passati e fino al 2018/2019 i casi di polmoniti nel mondo sono stati 9,4 milioni ed i morti 145.000, in Italia i morti per la polmonite (principale responsabile: Streptococcus pneumoniae) sono stati in media 8.823 (2008/2016) per poi avere un salto a 13.471 nel 2017 e ben 15.000 circa nel 2018. I ricoverati per polmonite in Italia annualmente sono circa 145.000. In sintesi appare che Ncov19 abbia un tasso di letalità doppio rispetto all'influenza e similare a quello delle polmoniti (tutte considerate). 

 

Conclusioni

 

Considerati i dati fino ad ora disponibili, emerge una instabilità proteica nel Ncov2019 che aumenta notevolmente il tasso di mutagensi. Stando ad un modello di proiezione (modello personale) appare che il virus dovrebbe entrare nell'arco di 6 mesi circa in fase di mutagenesi letale (cioè un numero troppo elevato di variazioni che il virus non può sopportare). Con tutti i benefeci del caso (posso essere in errore) ritengo che che l'epidemia di Ncov2019 si andrà esaurendo dal giungo 2020 e rimarranno solo qualche centinaio di casi.... potranno verificarsi anche successivi contagi (limitati e non epidemici) e si spera che intanto la farmacologia arrivi ad un vaccino.