Passato il mese di aprile l'indice FtseMib ha varcato i 24.000 punti attestandosi a quota 24.335.

Il movimento ha concluso il modello in essere, quindi ora si dovrà vedere se ci sarà una rottura dei 24.549 punti, che fornirebbe un segnale per tentare l'allungo in area 27.500; viceversa, se gli attuali livelli 24.050/24.549 risultassero invalicabili, si aprirebbe la porta allo storno che, passando dai 22.800 punti, arriverebbe veloce in area 21.800 punti. Importanti saranno anche i volumi che indicheranno lo spessore del movimento.

Il 21 maggio ci sarà lo stacco delle cedole (dividendi) per un nutrito lotto di azioni, tra cui ricordiamo per entità rilevante Intesa San Paolo e Generali. Lo stacco delle cedole porterà ovviamente una corrispondente discesa dell'indice, quindi attenzione nel fare i calcoli dei livelli. Ricordo che puntare su un titolo solo per la cedola è un'operazione pericolosa, perchè si parte già zoppi per l'imposta (26%) e si rischia che il titolo già salito in precedenza non recuperi ed anzi storni.

Sul listino milanese ci sono diversi titoli che hanno raggiunto quotazioni esagerate, citiamo Moncler e FCA senza dimenticare Stm, mentre altri hanno raggiunto quotazioni equilibrate in base ai valori espressi dal bilancio - come Intesa San Paolo -, infine alcuni titoli risultano ancora sottovalutati come Ubi banca e Bami (Banco Bpm). 

Vista la situazione economica e politica del Bel Paese, c'è da ritenere che la corsa del listino principale sia finita e che lo storno sia imminente (dopo il 21/5/2018), quindi la prudenza dovrebbe essere d'obbligo, soprattutto in assenza di segnali concreti che rendano credibile una prosecuzione del trend positivo.

Il dax ha recuperato terreno dai minimi relativi ed ha chiuso a quota 12.819 punti. Se superasse i 12.892 punti ci sarebbe un segnale per raggiungere i massimi in area 13.500 punti, tuttavia si formerebbe in questo caso un triplo massimo che non farebbe presagire nulla di buono. In caso di indebolimento dell'indice tedesco porre attenzione ai 12.120 punti prima ed ai 11.868 poi, che - se non respingessero la discesa - aprirebbero la porta ad uno storno marcato con un  primo supporto a quota 10.750 punti circa.

Gli indici a stelle e strisce si stanno muovendo frenetici in un range corto, posto tra i 2.550 e 2.874 punti per lo S&P 500; mancando notizie in grado di dare ulteriore spinta alla bolla in atto ed addensandosi sempre più cigni neri all'orizzonte, pare finita la corsa e ci si può aspettare un crollo (fino al 30%), che riporterebbe l'indice a quota 2.120 punti prima e 1.864 punti poi. Il massimo del crollo potrebbe portare l'indice fino a 1.265 punti, ma ci vorrebbe un altro evento negativo robusto paragonabile a quelli del 2007/2008.