SENZATETTO CHE RUBI IN STATO DI NECESSITA’ NON COMMETTE FURTO. 
Cassazione penale, sez. V, sentenza del 02/05/2016 n° 18248

Nella fattispecie, uno straniero (probabilmente clandestino) senza fissa dimora rubava in un supermercato generi di prima necessità (cibo) per un valore esiguo di euro 4 circa. Sorpreso dalla vigilanza dell’esercizio commerciale, veniva poi riconosciuto reo di furto, sebbene beneficiando di quanto disposto dall’art.62, 4 del Codice penale (l'avere, nei delitti contro il patrimonio, o che comunque offendono il patrimonio, cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di speciale tenuità ovvero, nei delitti determinati da motivi di lucro, l'avere agito per conseguire o l'avere comunque conseguito un lucro di speciale tenuità, quando anche l'evento dannoso e pericoloso sia di speciale tenuità). In sintesi avendo rubato solo 4 euro di cibo gli venivano riconosciute le attenuanti comuni.

Diverso è l’orientamento della Corte di Cassazione, che - sottolineando la disagiata e manifesta condizione sociale ed economica dell’uomo (né fissa dimora, né lavoro) - ha ritenuto che egli abbia agito in evidente stato di necessità (tale è la condizione per la quale o mangi o muori) e che pertanto il reato non gli possa essere ascritto. In sintesi, avendo agito per sopravvivere e nei fatti rubando cibo per un esiguo valore economico, la Corte lo ha assolto.


Pur condividendo dal punto di vista umano la decisione della Corte, mi sento di esprimere dubbi sui risvolti che essa potrà avere nella vita quotidiana: con più di 1,5 milioni di persone riconducibili allo stato dello straniero citato, potrebbe verificarsi il caso che molti si sentano legittimati a rubare generi di prima necessità e non si preoccupino più di rispettare la legge. Inoltre di fatto si configura una donazione obbligatoria da parte degli esercenti, perché se ognuno di quei disperati rubasse nello stesso esercizio, il gestore perderebbe 6 milioni di euro di merce. 
Reputo che nella vicenda si evidenzi l’assoluta inadeguatezza dello Stato e delle istituzioni locali nell’affrontare situazioni siffatte. Ne consegue una domanda: come pensa di agire il Governo con i clandestini che ci stiamo portando a casa? Saranno tutti legittimati a rubacchiare? Forse l’Italia non è in grado di aiutare ed ospitare persone indigenti e disperate; sarebbe ora di rendersene conto!